Esiste un invecchiamento di successo e uno non di successo, proprio come capita a noi umani.
Purtroppo anche per i nostri cani l’invecchiamento non di successo finisce in una demenza senile con tutte le difficoltà gestionali che ne conseguono.

L’invecchiamento di successo porta con sé una qualità di relazione ottimale sia per il cane che per il proprietario.

Il percorso mira a prevenire le demenze senili e a trattare le patologie del cane anziano, con tutta una serie di vantaggi:

  • aumento della memoria;
  • stimolazioni emozionale;
  • stimolazioni propriocettive;
  • socialità;
  • controllo del peso corporeo;

L’età in cui incominciare a pensarci è all’incirca il settimo anno, con tutte le varianti del caso, dipende anche dalla taglia del cane, più è grande più invecchia prima.

I fattori di rischio possono essere: stress emotivi, cani ansiosi, decesso del proprietario, il dolore cronico, stress cronico (che fa produrre glutammato responsabile della distruzione delle sinapsi), arrivo di un nuovo cucciolo, termine dell’attività di cani da lavoro, patologie endocrine, e tutto ciò che mina la stabilità del cane.

Ci sono alcuni sintomi campanello d’allarme: alterazioni della capacità visiva, tremori, ondeggiamenti o cadute, modificazioni dell’olfatto (non si ricorda cosa aveva annusato, nel senso non della memoria olfattiva; il proprietario può notare l’allungamento del tempo che il cane impiega ad annusare); disorientamento spaziale, alterazioni sonno/veglia, deiezioni in casa, deficit di apprendimento e memoria, ansie e/o fobie, attività motoria rigida e senza meta, disturbi nelle interazioni sociali.


Il Medico Veterinario Geriatra farà una diagnosi differenziale indispensabile per avere il quadro completo del soggetto. Per esempio la sterilizzazione (intesa con l’asportazione delle gonadi) provoca un disagio emozionale, l’assenza del testosterone provoca instabilità.
La sterilizzazione nell’anziano è un guaio grande, proprio per questo da valutare con il Veterinario Geriatra, che predisporrà anche degli esami ematochimici per valutare l’inflammaging 
Si terrà conto anche dell’ereditarietà genetica, come di un eventuale dolore cronico e persistente, ma anche acuto: i neuroni lo ricordano per anni, ci sono studi che evidenziano che il dolore provato dalla madre viene riportato per tre generazioni. Per il cane anziano si può fare tanto quanto per il cucciolo che per il cane adulto.


L’intervento è personalizzato e si sono studiati due percorsi:

  • PREVENTIVO per tutti i cani sulla via dell’invecchiamento che ancora non presentano sintomi o ne hanno di lievi;
  • TRATTAMENTO in collaborazione con Veterinario Geriatra e Fisioterapista, per un percorso atto a migliorare al massimo lo stile di vita del cane e del proprietario.

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