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La nostra associazione

Una delle maggiori incomprensioni nella relazione uomo-cane è la convinzione dell’uomo di dover continuamente dominare il cane, di dover assumere la cosiddetta posizione “alfa” così da essere superiore nel rango e avere perciò il diritto di “comando”.
Pensiamo che questo sia un errore fondamentale.

É importante assumere la posizione “alfa”; però devo anche capire fino in fondo che cosa ciò significhi, cosa comporta questa mia posizione. Nel branco il soggetto “alfa” non è quello che cerca continuamente di dominare gli altri del gruppo e di sottometterli, ma è colui che trasmette una “autorità naturale”, la sua sovranità con cui impone al branco la sua posizione.
Al ruolo di soggetto “alfa”, a questa posizione di guida naturale, non sono legati solo privilegi ma anche obblighi; io ho anche l’obbligo di “comportarmi” come un “alfa”.
Questo significa per esempio che, se il mio cane viene aggredito, il mio compito, come superiore nel rango, è quello di aiutarlo, di mettermi davanti a lui per proteggerlo.
Molti pretendono che il loro cane li riconosca come superiori nel rango, ma, se il loro cane si trova in pericolo, viene lasciato a se stesso, e questo non ha senso.

 

Il soggetto “alfa” ha sì diritti ma ha altrettanti obblighi. Impegnarsi in entrambi richiede uno sforzo notevole da parte dell’uomo perché questo ruolo va vissuto come una cosa sola, una unità, e come tale deve essere realizzato.

Il messaggio che vogliamo trasmettere ai proprietari di cani si basa sul rispetto per l’animale; vogliamo dare al proprietario più insegnamenti possibili sul suo cane tanto da rendere, alla fine, la scuola d’addestramento quasi superflua; offrire la possibilità di imparare da soli come gestire il cane; insegnare come costruire i comandi e come reagiscono i cani nelle diverse situazioni in modo da formare un vero Team, guidato dal rispetto, dalla comprensione e dalla fiducia reciproca, rendendo alla fine l’educatore inutile.

(Clarissa v. Reinhardt)

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